I capigruppo di maggioranza sulla proposta di demolire il monumento alla Resistenza
Lega Nord, Udc e Sos Italia sono dell’idea che il monumento alla Resistenza di piazzale XXVI luglio, luogo simbolo della città di Udine a nome di tutto il Friuli per ricordare l’esperienza della Resistenza, la guerra di Liberazione dell’Italia unita dal Nazi-fascismo e i valori della pace e della democrazia della nostra Costituzione, attesti invece “la divisione tra gli italiani” e vada rimosso e sostituito con un parcheggio sotterraneo.
Purtroppo infatti, di fronte a questa richiesta dal chiaro intento provocatore e fascista presentata da un cittadino nel corso dell’esame delle opposizioni al nuovo Piano Regolatore, l’astensione di Lega Nord, Udc e Sos Italia dimostra in maniera inequivocabile e grave, a soli due giorni dalla festa della Liberazione celebrata in tutta la città e terminata con la commemorazione come da tradizione proprio nel monumento ai Caduti di piazzale XXVI Luglio, la non piena adesione da parte di queste forze politiche ai valori della Resistenza, intesa come unità del popolo italiano e friulano per costruire una società più giusta, liberata dalla dittatura nazi-fascista.
Se non stupisce la posizione della Lega Nord e nella fattispecie del consigliere Dordolo (il quale ha ribadito in commissione che – se dipendesse da lui – abbatterebbe tutti i monumenti dedicati alla Resistenza), fa specie la posizione dell’ UDC che proprio la sera prima (giovedì 26 aprile, n.d.r) aveva presentato una manifestazione di sentimenti per solidarizzare con il sindaco Balloch per i quattro fischi ricevuti in una piazza di migliaia di persone e, viceversa, il giorno dopo assume una posizione pilatesca di fronte ad una richiesta così vergognosa e offensiva nei confronti di ha dato la vita per la libertà e la dignità del nostro Paese.
Firmato i capigruppo di maggioranza. (PD, SeL, Innovare con Honsell, Italia dei valori, Gruppo misto, Torretta)
Il bilancio e le proposte di Sel: per il lavoro e i servizi della città
Il bilancio di previsione 2012 approvato giovedì scorso si presenta, per Sinistra Ecologia Libertà, come un documento equilibrato in cui elevata è l’attenzione per il sociale e per i servizi in un momento particolarmente grave di crisi economica e di difficoltà di programmazione per gli enti locali. Abbiamo qualificato il nostro voto presentando due ordini del giorno, approvati all’unanimità dal consiglio comunale.
Nel primo chiediamo di applicare una quota consistente dell’avanzo di amministrazione (attualmente impiegato in via cautelativa per il 20 %, su un totale di 11.404.000 di euro) per finanziare interventi di manutenzione ordinaria. Ci stiamo riferendo a micro-lavori di utilità pubblica ma di basso impatto economico, affidabili sotto un certo importo direttamente, che possono soddisfare le sempre più motivate esigenze dei cittadini riguardo alla manutenzione degli edifici e delle proprietà pubbliche del territorio (strade, marciapiedi, sfalcio del verde, lavori di segnaletica stradale, etc), mantenendo la sicurezza e la funzionalità dei luoghi pubblici della città, assicurando benefici alla realtà produttiva locale, alle famiglie di chi lavora in queste piccole e medie imprese e al loro indotto. Questo perchè riteniamo che, in maniera complementare alle politiche di welfare, un comune come quello di Udine debba porsi fin dal bilancio come obiettivo determinante della sua attività amministrativa la valorizzazione della qualità del lavoro di questa città.
Nel secondo impegniamo il sindaco a promuovere la progressiva implementazione della rete del sistema bibliotecario dell’Hinterland udinese, a cominciare dall’adesione del sistema delle biblioteche dell’Università degli studi di Udine, delle scuole secondarie, degli ordini professionali, degli istituti di cultura della città (così come previsto dall’art. 3 della L.R. 1 Dicembre 2006, n.25). In questo modo consideriamo di valorizzare ulteriormente, senza aumenti di costo e secondo un’ottica di cooperazione, il servizio offerto dal sistema bibliotecario stesso e il patrimonio culturale presente in città, a disposizione dei cittadini, degli studenti e degli studiosi.
Udc e Lega Nord non sostengono le donne maltrattate
Pubblico questo comunicato, firmato dalle mie colleghe Antonella Nonino, Cinzia Del Torre, Mara Barbiera, Luciana Perissinotto e Maria Marion su un fatto, assolutamente deprecabile, accaduto in Consiglio comunale in occasione della discussione sul Bilancio di previsione 2012. Sono intervenuto per sostenere da parte di Sel le ragioni dell’ordine del giorno presentato dalle colleghe: per Lega Nord e Udc la violenza sulle donne è un tema evidentemente da ignorare.
“Le Consigliere Comunali donne della maggioranza di Palazzo D’Aronco (Nonino, Del Torre, Barbiera, Marion e Perissinotto), hanno proposto l’unico ordine del giorno al Bilancio Comunale 2012 che dia luogo ad entrate extra per il Comune, a spese di uomini violenti e maltrattatori di donne e bambini. Il documento, accolto con grande favore dai banchi della maggioranza, è finalizzato a dare ulteriore slancio al già importantissimo lavoro del servizio “Zero Tolerance, contro la violenza sulle donne”, e propone che il Comune di Udine si costituisca parte civile, attraverso l’avvocatura comunale, nei processi per reati di violenza contro donne o minori. Circa 1500 donne si sono rivolte al servizio in questi anni, i due terzi di loro sono italiane e udinesi, ed i numeri sono sempre in aumento: 181 le donne seguite dal servizio nel solo 2010 e 179 nel 2011.
L’abuso, che prevalentemente si verifica tra le pareti domestiche e, per questo motivo, spesso non viene denunciato, non è un fatto privato, ma un problema sociale, che comporta ingenti costi per la collettività, anche in termini di esigenze di servizi: sociali, sanitari e di giustizia (penale e civile). La costituzione di Parte Civile del Comune, ove fosse accolta dai giudici, da un lato offrirebbe un ulteriore appoggio alle donne vittime di violenza, dall’altro consentirebbe al Comune stesso di ottenere, grazie al risarcimento dei danni, entrate da destinare al progetto Zero Tolerance e quindi utili per aiutare altre vittime.
L’ordine del giorno non raccoglie, formalmente, voti contrari, ma l’opposizione, che aveva fino a quel momento proposto diversi documenti finalizzati ad effettuare, da parte del Comune, ingenti ulteriori spese, su questo punto, che invece darebbe luogo ad entrate, solleva un falso problema dicendosi preoccupata per i costi dell’avvocatura. Infatti i Consiglieri dell’Udc, che poco prima avevano proposto l’acquisto e la ristrutturazione, al prezzo di milioni di euro, del Campo Sportivo da Calcio “Federale” (tra l’altro sito, in parte, nel territorio del Comune di Campoformido), assistono alla votazione seduti tra il pubblico, non partecipano al voto, e rientrano in aula solo a votazione avvenuta. Finge l’assenza anche Dordolo (Lega) che, in sede di dibattito, si era dichiarato contrario a tale iniziativa a sostegno delle donne maltrattate. Ancora più grave sembra però la posizione della Consigliera, donna, Barbara Zelè, (Lega), che, non smarcandosi dai colleghi maschi, esprime un pilatesco voto di astensione.”
Alle 18 ad un’iniziativa dell’Anpi a Tricesimo
Tra poco alle 18, in sala Pellizzari (via Ellero 13 vicino al Duomo) a Tricesimo, in occasione degli appuntamenti organizzati dalla sezione locale dell’Anpi per la Festa della Liberazione, interverrò alla presentazione del libro del prof. Enrico Folisi “La liberazione del Friuli 1943-1945. Una guerra per la democrazia”. Verrà proiettato parte del filmato che accompagna il libro. Buon sabato a tutt*
“Lega Nord 20 anni dopo e l’autonomismo tradito”
Intervista pubblicata dal Messaggero Veneto il 22/04/2012.
Se la Lega Nord avesse letto con maggior attenzione le ragioni dell’insuccesso della sua prima esperienza in consiglio comunale a Udine forse non si troverebbe coinvolta in uno scandalo in piena sintonia con “Roma ladrona”. Questa la sintesi dello studio effettuato dal consigliere comunale di Sinistra ecologia e libertà, Federico Pirone, neo dottore in Lettere della Scuola superiore dell’università di Udine, laureato con il massimo dei voti con la tesi dal titolo “La prima esperienza della Lega Nord al Comune di Udine 1995/96. Le ragioni di un insuccesso”. Con il suo relatore, il docente di Storia contemporanea, Paolo Ferrari, il giovane consigliere comunale, con grande rispetto verso tutte le forze politiche, perché lui crede nella politica, analizza l’origine del movimento che, all’indomani di tangentopoli, ha fatto proprio il malessere degli italiani.
Perché parla di insuccesso?
«Perché un’esperienza che dura 11 mesi non si può definire positiva. Nel 1995 Udine è stata una delle poche città in cui la Lega nord si presentò alle elezioni amministrative alleata con il Partito popolare il quale, però, al ballottaggio si smarcò per sostenere il centro-sinistra. La Lega fece quella scelta perché a Udine aveva strutturato il proprio profilo di partito tradizionalmente attratto dai partiti di centro. Ma non funzionò tant’è che, in termini numerici, il risultato (9%) fu definito deludente. Il candidato sindaco Italo Tavoschi, fu l’unico a ottenere un risultato inferiore a quello della lista».
Perché i due consiglieri eletti si dimisero un anno dopo?
«Perché non riuscirono a parlare alla città della città. Dai verbali dei consigli dell’epoca appare chiaramente che gli interventi più presenti erano quelli incentrati sullo sconto della benzina che toccava relativamente Udine».
Per quale motivo il movimento nato dalla disgregazione del sistema politico non parlò alla città?
«Utilizzò la presenza in consiglio comunale per misurare la tenuta politica del movimento».
Fu un errore?
«Diciamo che fu l’inizio della guerra interna della Lega. Anche a palazzo D’Aronco si andava delineando quella diversità ideologica caratterizzata da una componente, politicamente più organizzata, legata all’autonomismo friulano e da quella più propensa alla riforma dello Stato in chiave federalista».
Una questione irrisolta visto che i friulanisti sono da tempo fuori dalla Lega?
«Per l’autonomismo friulano il fatto di affidarsi alla Lega fu un tradimento. E’ altrettanto vero, però, che Umberto Bossi seppe unire sotto un unico simbolo le diverse esperienze autonomiste imponendo l’egemonia della Lega lombarda. Il movimento più anti-partitico, con Bossi, costruì un apparato politico sul territorio. Questa è una delle contraddizioni del Carroccio».
Oggi c’è il rischio che la Lega Nord si sfilacci in diversi movimenti autonomisti?
«A mio avviso sì, c’è la possibilità di andare verso una nuova stagione dell’autonomismo».
Ieri la Lega oggi i Grillini entrambi raccolgono consensi tra gli scontenti della politica: la genesi è la stessa?
«Premesso che l’errore dei partiti tradizionali è stato quello di sottovalutare la Lega che, al contrario, ha introdotto anche elementi di novità parlando di federalismo, sia i Grillini sia il Carroccio amplificano l’allontanamento dei cittadini dalla politica quasi a disprezzarla quando, invece, la politica con la P maiuscola è l’unico strumento per risolvere i problemi del Paese».
Perché anche la Lega è finita nella palude degli scandali?
Una delle ragioni dei suoi mancati obiettivi è che ha banalizzato un concetto nobile come quello del federalismo facendolo diventare un concetto egoista. Dopodiché va anche detto che nella Lega Nord sembra esserci un problema di ordine democratico, i militanti non possono essere chiamati solo ad applaudire il capo. E’ l’unico movimento che chiama «capo» il segretario. Sono 10 anni che non organizza un congresso riproducendo logiche familistiche nel suo vertice. Senza contare che Bossi è in parlamento dal 1987, io nascevo che Bossi era già in Parlamento».
Mafie in Friuli: i chiari di luna dell’economia e i doveri della politica
Credo che la grave crisi del lavoro che sta scontando oggi il Friuli e un indebolimento della rete sociale rendono probabile il maturare di quelle condizioni che favoriscono il realizzarsi di interessi mafiosi e criminali, o comunque poco trasparenti. Non dimentichiamoci che la nostra provincia è già tra quelle in Italia in cui è maggiore il fenomeno del riciclo del denaro sporco. La debolezza sistemica e la frammentazione che sconta la realtà produttiva di questo territorio possono determinare un contesto propizio al fenomeno delle Mafie, prospettando facili soluzioni a chi oggi vive nella disperazione per la crisi. Il ruolo che può assumere il comune di Udine, capoluogo del Friuli, è quello di coinvolgere i soggetti del territorio (associazioni di categoria, sindacati, mondo dell’associazionismo) per capire come costruire condizioni sempre migliori per la qualità e l’efficienza del lavoro e per la trasparenza e la giusta concorrenza, in modo da rafforzare e valorizzare il sistema economico locale.
Per questo riteniamo fondamentale che anche altre amministrazioni comunali, come già Udine, avviino un percorso per aderire ad Avviso Pubblico (la rete di Enti Locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie), insieme all’Anci e alla stessa Regione. Un impegno che per noi di Sel deve rappresentare un punto di qualità del centro-sinistra per le prossime elezioni regionali: governare l’economia di questa regione e le modalità con cui le amministrazioni pubbliche si rapportano con il privato significa individuarne gli elementi di debolezza e lavorare per creare giuste condizioni nel lavoro. Un impegno rafforzato dall’entusiasmo che abbiamo riscontrato in sala venerdì a Udine alla presentazione del libro di Giovanni Tizian.
Io mi chiamo Giovanni Tizian

VENERDÌ 13 APRILE 2012 INCONTRO CON GIOVANNI TIZIAN
Ore 17.00 Libreria La Feltrinelli via Paolo Canciani 15, Udine.
Nell’incontro Giovanni Tizian presenterà il suo libro “Gotica. ’Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea”.
Organizzazione SEL della città di Udine. Parteciperanno il Sindaco Furio Honsell, Roberto Declich segr. Fvg del SIULP e il consigliere comunale di SEL Federico Pirone.
La politica ha cancellato la parola mafia dal vocabolario pubblico, l’informazione ha finto di non vedere, le associazioni e i movimenti hanno sottovalutato. E invece la mafia al nord c’è, fa affari, è pericolosa, sta dentro i processi economici e sociali. E non vuole essere disturbata.
Così può accadere che a Giovanni Tizian, un giovane giornalista precario, impegnato sul fronte antimafia con l’associazione daSud, venga assegnata una scorta. Per il suo lavoro di inchiesta sulle mafie al Nord. Un lavoro coraggioso, vero, che pochi giornalisti fanno. E che tutti dobbiamo difendere.
In questi anni Giovanni ha scritto inchieste raccontando il volto reale delle mafie al nord svelando ciò che accade in Lombardia, Piemonte, Liguria e Emilia Romagna.
L’ha fatto spesso in solitudine, una solitudine doppia, inaccettabile: quella di chi racconta una verità che nessuno ha la voglia o l’onestà intellettuale di sentire. E la solitudine di chi fa il giornalista con passione, rigore, professionalità. Ma lo fa da precario, senza le tutele di cui godono i giornalisti e gli scrittori famosi, quelli che pubblicano con le grandi case editrici, quelli che scrivono sui giornali nazionali.
Proprio a partire dalla sua esperienza personale Giovanni Tizian ha scritto un libro sulle mafie al nord. Si intitola “Gotica. ’Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea”. È un lavoro straordinario, Gotica, documentatissimo, che offre anche ottime chiavi di interpretazione delle attività dei clan. Racconta gli intrecci con la politica, con l’economia, con le professioni. Racconta il giro dei soldi. I soldi dei clan.
(I testi della presente pagina e del volantino sono tratti da iomichiamogiovannitizian.org)
Ore 21.15 su FreeTv a parlare di Lega Nord
Questa sera, a partire dalle 21.15, sarò ospite della trasmissione “Sottosopra” sui canali di Free Tv per parlare di Lega Nord e della sua crisi, tra il passato ed oggi. Oltre a me ci saranno alcuni protagonisti della Lega Nord della prima ora ed esponenti “di punta” del Carroccio attuale. Sono stato invitato per fornire un punto di vista sul dibattito in corso, a partire dalla tesi di laurea che ho recentemente discusso sulla prima esperienza della Lega Nord al comune di Udine (1995-96).
Scuola: estendere la reciprocità tariffaria anche ad altri servizi
Aggiorno, dopo un po’ di tempo, il sito per riportare un’altra notizia positiva dal consiglio comunale dello scorso 26 marzo. In quella seduta, infatti, è stato approvato all’unanimità anche quest’ordine del giorno presentato da Sel sulla necessità che Udine possa estendere il principio della reciprocità tariffaria con il comune di Tavagnacco ad altri servizi, oltre a quello della ristorazione scolastica, e possa ragionare, su questo indirizzo, insieme agli altri comuni dell’hinterland. Secondo quest’ottica di sistema ritengo si possano attivare politiche virtuose in grado di far risparmiare gli enti locali e le famiglie.
Il Consiglio comunale,
Preso atto della delibera in esame che prevede l’applicazione del principio della “reciprocità tariffaria”, relativamente al solo servizio di ristorazione scolastica, tra i comuni di Udine e Tavagnacco;
Giudicato come positivo che si avviino delle forme di collaborazione e di sinergia e di uniformità dei servizi tra i comuni contermini e l’amministrazione udinese – soprattutto se a benificiarne sono le famiglie le amministrazioni in quanto a potenziali economie di scala attivabili – dato il ruolo che essa ha per tutto il circondario dell’hinterland e oltre, come centro di servizi e sede di attività lavorative su cui gravita una popolazione maggiore alla propria e che attinge ad un bacino di utenza territoriale esteso al di fuori dei propri confini comunali (per il solo servizio di ristorazione scolastica nell’a.s. 2011-2012, i servizi comunali contano circa 550 mila pasti erogati; il totale di iscritti non residenti equivale al 8,53% – 339 unità, di cui 25 da Campoformido, 46 da Tavagnacco, 28 da Martignacco, 24 da Pagnacco, 26 da Pasian di Prato);
Preso atto che comunque sono attualmente presenti criteri diversi tra Udine e i vari comuni nell’erogazione dei servizi di ristorazione scolastica (dalla modalità di iscrizione, ai costi dei pasti, agli sconti per i fratelli o in base alle fasce I.S.E.E., alla qualità dei pasti, alla copertura tariffaria) e degli altri servizi scolastici complementari;
Considerato che l’aggravamento delle condizioni economiche e sociali a causa della crisi si traduce in un aumento delle richieste di aiuto da parte delle famiglie all’amministrazione comunale per far fronte a queste spese, comunque necessarie nell’ambito delle economie familiari, e che per l’amministrazione comunale le politiche in ambito scolastico sono a tutti gli effetti politiche di welfare;
IMPEGNA IL SINDACO E L’ASSESSORE COMPETENTE
Una volta verificata la compatibilità, a fare in modo che questo convenzionamento nell’ambito del servizio della ristorazione scolastica possa diventare un modello anche per gli altri servizi in campo scolastico offerti dalle amministrazioni di Udine e di Tavagnacco e possa estendersi, in maniera idonea, anche agli altri comuni dell’hinterland;
A studiare e prevedere, anche con un gruppo di lavoro idoneo, adeguati strumenti e meccanismi compensativi tra le amministrazioni per far fronte alle differenze dei servizi attualmente presenti, coinvolgendo la Regione per sostenere economicamente questa forma di indirizzo e garantendo comunque un’attenzione particolare alle difficoltà riscontrate dalle povertà in aumento.
Il Comune di Udine: i benefici della Legge Bacchelli a Pierluigi Cappello
Nella seduta di lunedì 26 marzo, il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la mozione presentata (il 9 gennaio 2012) dalla commissione Cultura da me presieduta con cui si impegna il sindaco, Furio Honsell, e l’assessore alla Cultura, Luigi Reitani, a sollecitare il presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti, a garantire al poeta Pierluigi Cappello i benefici previsti dalla legge Bacchelli. Ricordo che la Legge 440/1985 prevede l’assegnazione, su decisione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di un vitalizio straordinario a favore di quei cittadini “che abbiano illustrato la Patria con i meriti acquisiti nel campo delle lettere, delle arti, [...] e che versino in stato di particolare necessità”. Con questo testo sollecitiamo inoltre il primo cittadino e l’assessore a “valorizzare in tutte le forme che ritengono necessarie, il merito e l’attività di questo illustre cittadino, vincitore nel 2010 del premio Viareggio”. Anche il Comune di Udine quindi si è voluto esprimere, come già avvenuto all’unanimità da parte del Consiglio regionale e del Consiglio provinciale e come sollecitato dalla società civile, da conclamati specialisti, dal mondo della scuola e dell’Università, da associazioni culturali e in generale da un vasto pubblico, per garantire il proprio appoggio istituzionale a questa richiesta.
Nell’oscurità le parole pesano il doppio. Nel corso dell’intervento con cui ho presentato la mozione, ho sottolineato come la figura di Pierluigi Cappello aiuti a tenere vivo e lucido il significato della parola poetica, massacrata dall’istinto di omologazione, di immediatezza e di consumo a cui il mondo iper-moderno sembra averla condannata. Questo conferimento è un riconoscimento doveroso da parte delle Istituzioni a chi, con il proprio impegno e il proprio inestimabile talento, contribuisce a coltivare la capacità di ascolto di questa Terra e di questa Nazione e a strapparle da un destino di silenzio e di rassegnazione, sinonimo di chiusura e di incapacità di comunicare.


